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"Dopo una serata trascorsa con un corso di aggiornamento sull’utilizzo delle nuove tecnologie per la didattica, Raffaello Brazzale, un insegnante di Vicenza, insieme al figlio Jacopo ha messo a punto una piattaforma pensata per supportare il lavoro quotidiano del docente: Sport in Motion (SIM). Ogni collega organizza le lezioni in maniera diversa e, in base alle proprie competenze, raccoglie ed elabora i dati degli alunni. Qualcuno usa il supporto cartaceo, altri “aprono” software già esistenti e i più all’avanguardia realizzano dei piccoli programmi in modo autonomo. Mettendo assieme un po’ tutte le idee e con l’aiuto di una azienda specializzata in programmazione, Brazzali ha creato un software in cloud che, con soluzioni semplici e intuitive, permette a qualsiasi insegnante, da diversi device, di analizzare tutti i dati con pochi click."

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"Care Colleghe, cari Colleghi, con immenso piacere vi annuncio il decimo compleanno della nostra rivista! Un traguardo importante che testimonia la passione mostrata dalla nostra categoria. Dobbiamo ammetterlo e ogni tanto ricordarcelo a vicenda: siamo l’unica categoria di docenti che pubblica una rivista di settore. E questo vale ancora di più, se consideriamo che tutti coloro che ci lavorano lo fanno a titolo gratuito. Ricordo ancora nel mese di gennaio del 2010 una riunione a Bologna, nel bar di un centro sportivo: cinque o sei persone della giunta in carica a quel tempo che si posero il problema di come affrontare la chiusura della versione cartacea della rivista svizzera Mobile.

"Spirito di Squadra, importanza del gruppo di lavoro, collaborazione, rinforzo positivo. Nello Sport è un continuo appellarsi a questi termini. Nell’insegnamento dell’Educazione fisica pure. La realtà dei fatti però, restando al mondo degli adulti, purtroppo ci fornisce spesso il quadro di una situazione poco allettante. Si litiga, si è incentrati su se stessi, sui propri obiettivi anche se a discapito di quelli altrui, sul raggiungimento dei propri scopi anche se lontani dal bene comune, si ha il sacro terrore che qualcuno possa “rubare” una propria idea, copiare un progetto, appropriarsi di contenuti che si crede di aver “brevettato”

In spedizione la rivista EF n. 4/2020

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Archivio 2011-2015

"Prof., non ho il cambio! Quante volte abbiamo sentito questa esclamazione! E quante volte, poi, è stata seguita da: “Posso farla lo stesso [la lezione]?”. Un meraviglioso ossimoro o quasi un affascinante paradosso, un’egregia cartina al tornasole relativa al nostro operato nella didattica quotidiana delle Scienze motorie.

"In ambito pedagogico ci si interroga sovente sulla possibilità di valutare scientificamente la relazione tra gli obiettivi attesi e gli obiettivi effettivamente raggiunti. Entriamo nel merito dell’argomento per quanto attiene l’ambito dell’EF, presentando una ricerca che stiamo svolgendo per l’Università dei Paesi Baschi.

"I recenti processi di riordino del sistema scolastico italiano si stanno concentrando su pratiche didattiche che abbiano come obiettivo di apprendimento lo sviluppo di competenze.

"Mi sono trasferito a Firenze sette anni or sono ma Milano – pur frequentandola sempre più di rado – resterà sempre nella mia storia e nelle mie radici. Nella campagna fiorentina ho trovato uno stile di vita che mi ha dato un buon equilibrio ma le esperienze, gli amici, i colleghi milanesi mi sono rimasti nel cuore. In una delle mie più recenti visite a Milano, ho avuto l’opportunità di rivedere per l’ultima volta il nostro prof. Sergio Pivetta, che è mancato lo scorso 2 dicembre all’età di 96 anni.

“Avevo preparato con cura questo incontro; li avrei fatti correre, gridare a squarciagola, giocare con la voce, utilizzare la loro energia vitale per trovare nuove forme di movimento e di espressione anche vocale per cercare poi, nel silenzio, il piacere dell’ascolto e della condivisione. A giorni saremmo partiti per un’uscita ambientale in montagna e avremmo partecipato ad un laboratorio dal titolo “Dal macro al micro”. Per farli arrivare preparati all’incontro volevo sperimentare un’attività in palestra per regalare alla classe una lezione speciale: liberare tutta la voce fino a trasformarla in movimento per riportarla, poi, a quei piccoli suoni che avremmo ritrovato nel bosco, nella magia del silenzio. La voce è un’estensione dell’io perché può arrivare dove non arriva il nostro corpo."

Daniela Corinto - Rivista EF 4/2014

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In questa progettazione per un anno, in un ordine di scuola particolarmente “sensibile” ed in evoluzione, le competenze sono tutte prese in esame, con l’intenzione di variare le esperienze per garantire a tutti gli allievi i saperi essenziali, irrinunciabili sul piano culturale e disciplinare, così come le mete educative, attinenti alla “formazione completa della persona”. Preliminari all’avvio della progettazione sono alcune azioni relative all’acquisizione di dati, essenziali soprattutto per un’ipotesi di massima dell’articolazione annuale delle UDA: analisi situazione del gruppo classe e dei singoli alunni - per chi progettare; - analisi spazi, materiali e tempi - con quali mezzi; - analisi relativa al gruppo docente (i vincoli professionali: scelte metodologico-didattiche, competenze disciplinari, modalità progettuali…) - con chi; - analisi documenti locali (Piano Offerta Formativa) - in quali condizioni organizzative; - analisi documenti nazionali (Indicazioni Nazionali e del Profilo d’Uscita e dei traguardi di sviluppo della competenza) - in quali condizioni normative. - Rivista EF n. 2 - 2015 -  Lucia Innocente - Silvia Saccardi.

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"Considerando il tempo che gli alunni trascorrono nell’edificio scolastico, la valutazione ergonomica dovrebbe divenire necessaria per evitare che le strutture diventino causa di disturbi acuti e cronici generati spesso da posizioni sedute scorrette e dall’eccessiva staticità. Forse un sogno… ma un intervento legislativo per prevedere banchi e sedie regolabili e una migliore educazione del personale docente in materia non sarebbero assolutamente fuori tema!"

"A scuola di ergonomia" Danilo Bondi - Rivista EF 4 - 2015

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