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ll volume illustra i fondamenti delle scienze motorie e sportive. A partire dalla riflessione sui quadri culturali e storico-normativi che stanno alla base delle diverse teorie del movimento si giunge all’analisi di differenti metodologie e didattiche. Nell’introduzione si approfondiscono alcune criticità emerse da una ricerca empirica condotta nell’ambito dell’educazione motoria (intesa in senso generale come disciplina del movimento), quali la terminologia, chi, come, per quali scopi e competenze si insegna questa disciplina, il suo status in Italia, in Europa e nel mondo. Nella prima parte del volume si procede ad un’analisi sintetica dell’evoluzione delle attività fisiche nel tempo, e a partire dall’unità d’Italia (1861), delle leggi che hanno determinato i cambiamenti più significativi di questa disciplina, a cominciare dal nome: ginnastica, ginnastica educativa, educazione fisica, scienze motorie e sportive. La seconda parte presenta tre importanti prospettive di studio del movimento: biologico/anatomica, cui afferisce il termine educazione fisica; psico/corporea, cui si rifà il termine educazione psicomotoria; pedagogico/integrale, da cui deriva il termine scienze motorie e sportive. Per ciascuna prospettiva si propongono delle esemplificazioni.

pdf Libro Vicini (354 KB)

Nasce dall’esigenza di riportare questa disciplina nella sua reale e fondamentale sede di riferimento, fatta di tecnica, di scienza, di fisica, di biomeccanica ma soprattutto di passione. Tanti anni fa ci sono stati Autori, che fanno parte integrante della bibliografia di questo testo, che hanno posto le basi per quella che oggi è una disciplina scientifica, con una sua identità che le consente di restare unica ma che allo stesso tempo si identifica con le professioni sanitarie, con i tecnicismi più alti delle discipline sportive, dell’ingegneria meccanica ed energetica, con le teorie pedagogiche e psicologiche, con la didattica adattata e differenziata per tutte le età. Può sembrare una definizione presuntuosa ed eccessiva, ma l’attività motoria è una disciplina poliedrica e interdisciplinare.

pdf Dizionario delle scienze motorie (370 KB)

"Nel pattinaggio è molto importante imparare sin dall’inizio i movimenti chiave. Saper scivolare, saltare e roteare aiuta ad apprezzare subito le uscite sul ghiaccio. Diversi bambini disposti in fila uno dietro l'altro in posa sul ghiaccio.

Questa lezione, composta di una serie di esercizi effettuati con tappi di bottiglia, permette di allenare la forza, la mobilità e le capacità di coordinazione degli allievi in modo ludico.

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Dopo un'analisi dei programmi 2015 (rispetto a quelli del 2008 e temi di attualità), gli autori propongono un quadro teorico e principi metodologici per gli insegnanti per costruire percorsi di apprendimento e vedere i risultati.

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I giochi per gli adulti di 60 anni e oltre devono soprattutto essere divertenti. I partecipanti sono incoraggiati a muoversi e a pensare: così restano motivati a lungo. Il gioco favorisce l’esperienza di gruppo e lo spirito di squadra. Il presente tema del mese contiene piccoli giochi previsti per diverse parti di una lezione oppure per un allenamento. Durante una lezione qual è il momento in cui si ride di più? Quando si discute e sviluppano strategie? Quando ci si concentra sui punti forti dei partecipanti? La risposta a tutte queste domande è una sola: mentre si gioca! Tutti noi abbiamo un’indole ludica, a cui possiamo attingere per motivarci a fare movimento e per pensare. I giochi e le piccole forme di gioco necessitano di condizioni semplici per quanto concerne le abilità, lo spazio e il tempo. Occorre poco materiale e le regole sono facili da assimilare. Si tratta in primo luogo di stare insieme in modo ludico per muoversi con piacere e gioia. La competizione, invece, è meno importante.

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Negli ultimi anni, il tempo che i bambini consacrano al movimento si è ridotto a causa di numerosi fattori. Questo tema del mese propone agli insegnanti delle scuole dell’infanzia delle idee per organizzare un programma mattutino all’insegna del movimento con attività «invernali».

Il decreto del fare (legge 9 agosto 2013) parlava di abolizione dell’obbligo di presentare certificati sportivi per l’attività amatoriale, ma le palestre continuano a chiederli e possono farlo. Come mai? Nella complessa disciplina prova a mettere ordine la Federazione Italiana Medici Sportivi. Il congresso di Roma ospita una sessione ad hoc: un’occasione per “ripassare” le regole in questa complessa materia. FMSI ricorda come vi siano cinque tipologie di certificazioni in ambito sportivo, regolamentate da decreti del Ministero della Salute. Sono obbligatorie: Agonistica, Non agonistica, Particolare ed Elevato Impegno Cardiovascolare e Agonistica per disabili. La certificazione Ludico-Motoria è facoltativa, ma con limiti pratici.

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Tutela della salute nello sportivo

 

Nell’allenamento della forza valgono i punti seguenti:

  • La qualità è più importante della quantità! Eseguire un esercizio di rafforzamento solo finché la qualità del movimento può essere garantita.
  • Svolgere i movimenti rispettando la mobilità naturale delle articolazioni (ampiezza dei movimenti) e in modo corretto dal profilo tecnico (qualità del movimento)

Tremila anni di sport nella letteratura - Alighiero

pdf Diana e le muse - sport e letteratura (123 KB)