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I giochi per gli adulti di 60 anni e oltre devono soprattutto essere divertenti. I partecipanti sono incoraggiati a muoversi e a pensare: così restano motivati a lungo. Il gioco favorisce l’esperienza di gruppo e lo spirito di squadra. Il presente tema del mese contiene piccoli giochi previsti per diverse parti di una lezione oppure per un allenamento. Durante una lezione qual è il momento in cui si ride di più? Quando si discute e sviluppano strategie? Quando ci si concentra sui punti forti dei partecipanti? La risposta a tutte queste domande è una sola: mentre si gioca! Tutti noi abbiamo un’indole ludica, a cui possiamo attingere per motivarci a fare movimento e per pensare. I giochi e le piccole forme di gioco necessitano di condizioni semplici per quanto concerne le abilità, lo spazio e il tempo. Occorre poco materiale e le regole sono facili da assimilare. Si tratta in primo luogo di stare insieme in modo ludico per muoversi con piacere e gioia. La competizione, invece, è meno importante.

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Negli ultimi anni, il tempo che i bambini consacrano al movimento si è ridotto a causa di numerosi fattori. Questo tema del mese propone agli insegnanti delle scuole dell’infanzia delle idee per organizzare un programma mattutino all’insegna del movimento con attività «invernali».

Il decreto del fare (legge 9 agosto 2013) parlava di abolizione dell’obbligo di presentare certificati sportivi per l’attività amatoriale, ma le palestre continuano a chiederli e possono farlo. Come mai? Nella complessa disciplina prova a mettere ordine la Federazione Italiana Medici Sportivi. Il congresso di Roma ospita una sessione ad hoc: un’occasione per “ripassare” le regole in questa complessa materia. FMSI ricorda come vi siano cinque tipologie di certificazioni in ambito sportivo, regolamentate da decreti del Ministero della Salute. Sono obbligatorie: Agonistica, Non agonistica, Particolare ed Elevato Impegno Cardiovascolare e Agonistica per disabili. La certificazione Ludico-Motoria è facoltativa, ma con limiti pratici.

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Tutela della salute nello sportivo

 

Nell’allenamento della forza valgono i punti seguenti:

  • La qualità è più importante della quantità! Eseguire un esercizio di rafforzamento solo finché la qualità del movimento può essere garantita.
  • Svolgere i movimenti rispettando la mobilità naturale delle articolazioni (ampiezza dei movimenti) e in modo corretto dal profilo tecnico (qualità del movimento)

Tremila anni di sport nella letteratura - Alighiero

pdf Diana e le muse - sport e letteratura (123 KB)

 

L’idea più diffusa sugli sprinter migliori suggeriva che questi atleti d’élite fossero più veloci degli altri sprinter nel riposizionare le gambe a mezz’aria per il passo successivo. Secondo le ultime scoperte invece l’aspetto decisivo nelle prestazioni dei velocisti d’élite è la forza con cui questi atleti colpiscono il terreno durante la corsa. Le analisi biomeccaniche hanno rivelato quali fattori contribuiscono alla forza e il modo in cui i velocisti possono migliorarli per correre a velocità più elevate. di Dina Fine Maron - Rivista "Le Scienze" Settembre 2016.

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"A partire dal 30° anno di età, si inizia a perdere forza muscolare. Più l’età aumenta, più questo calo è importante. A 40 anni, il processo naturale della perdita di massa muscolare (atrofia) è dello 0,5-1 % all’anno. Dopo i 50 anni, si tratta già del 2 %. La capacità muscolare di una persona di 70 anni si riduce del 3 % ogni anno. Ma allenando regolarmente la resistenza alla forza, è possibile contrastare in modo mirato questo fenomeno naturale. E per migliorare e stabilizzare la forma muscolare non bisogna per forza andare a sollevare pesi in palestra."

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L‘“Alleanza scuola+bici“ incoraggia i giovani a (ri)utilizzare di più la bicicletta. Con il tempo vuole convincere anche gli adulti a tornare in sella. Indirettamente si ridurrebbero il consumo energetico e l’inquinamento ambientale. Promuovere l’uso della bicicletta fra i bambini e gli adolescenti giova quindi a tutti. Aumento dell’utilizzo della bicicletta fra gli adolescenti: I risultati statistici parlano chiaro: negli ultimi 15 anni la bicicletta ha perso terreno fra i bambini e gli adolescenti. In determinate fasce di età il numero di adolescenti che utilizza ancora la bicicletta si è dimezzato. I motivi sono molteplici.

"Andrea Barbuti è un giovane arbitro di calcio. Rigoroso e intransigente ai limiti dell’arroganza, reprime il gioco duro e il linguaggio offensivo a suon di cartellini rossi. Invitato ad arbitrare la sua ex squadra, ritrova a otto anni di distanza l’allenatore che, con metodi denigratori e pratiche vessatorie, ha cercato di trasformarlo in un «vero maschio» e di allontanarlo dalle tentazioni di una relazione omosessuale. Con l’aiuto degli amici d’infanzia, Andrea chiarisce la dinamica del grave infortunio che lo costrinse al ritiro dal calcio giocato e, grazie a un’arte marziale, sperimenta una nuova via per promuovere i valori dello sport." - Bignasca, Nicola: L’arbitro arcobaleno, Fontana edizioni, 2016. 235 pagine
Dimensioni: 15 x 21, 978-88-8191-432-6
Prezzo: € 17.00

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Il rapporto tra l'attività fisica e la salute fisica è ormai stabilito senza ombra di dubbio, e la consapevolezza dei costi sanitari di comportamenti sedentari è così avanzata sia tra gli scienziati e politici che l'inattività è ora riconosciuta come un importante problema di salute pubblica (Kohl,Craig, Lambert, et al 2012.. Gli Orientamenti sull'attività fisica del Comitato, 2008; Organizzazione Mondiale della Sanità, 2010). L’OMS stima che l'inattività fisica è il quarto principale fattore di rischio per la mortalità globale, responsabile del 6% dei decessi a livello mondiale - circa 3,2 milioni di morti ogni anno, di cui 2,6 milioni nei paesi a basso e medio reddito (2010). Un'analisi pubblicata su The Lancet nel 2012 ha suggerito che l'impatto della inattività fisica sulla mortalità potrebbe essere ancora maggiore - fino a circa 5,3 milioni di morti all'anno - rivaleggiare con l'uso del tabacco come causa di morte (Lee, Shiroma, Lobelo, et al., 2012). Questo documento si propone di fornire una sintesi accessibile delle rilevanti evidenze relative allo stato dell’attività fisica in Europa.

pdf Situazione della ed. fisica in Europa (8.68 MB)