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«Trasparenza, lealtà, fair play oggi fanno i conti con una dimensione industriale sovradimensionata in cui i termini della prestazione, del rendimento sportivo, della conquista di una medaglia, si misurano, a volte traumaticamente, con realtà esterne troppo condizionanti, come sponsor, premi, marketing, pubblicità, doping, prestigio nazionalistico, esigenze televisive»

È dalla necessità di memoria storico-sportiva che l’autore trae lo spunto per questo saggio: un dossier di decine di casi dove a vincere non è stato il migliore, ma chi ha imbrogliato di più. Un utile ripasso degli inquinamenti sportivi per mantenere viva la speranza di un ritorno alla trasparenza e altezza di valori che dovrebbero essere il fondamento stesso dello sport.
Daniele Poto giornalista, scrittore e ricercatore, si occupa di legalità, socialità, sport e gioco d’azzardo. Ha all’attivo numerosi libri fra letteratura e saggistica. Impegnato in Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, sugli stessi temi ha pubblicato, tra gli altri, Le mafie nel pallone (Edizioni Gruppo Abele, 2010).

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