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Le carte scialpinistiche e per racchette da neve di swisstopo ora si possono utilizzare anche online. Su map.sportsullaneve.admin.ch gli sportivi possono quindi contare su un nuovo strumento per le loro attività nel tempo libero. Le carte, oltre a itinerari per escursioni con le racchette da neve, gli sci o lo snowboard, mostrano anche le ferrovie di montagna e gli skilift e contengono informazioni su pendenze, zone di tranquillità e aree protette per la fauna selvatica, nonché sulle strutture ricettive. Per consentire la pratica degli sport invernali rispettando la fauna selvatica, le carte indicano gli itinerari consentiti all’interno delle zone di tranquillità e delle aree protette, stabiliti dai cantoni. Inoltre le carte sono disponibili sul sito della campagna «Chi rispetta protegge» e gli itinerari sono adeguati alle guide scialpinistiche e per racchette da neve del Club Alpino Svizzero (CAS). Per la pianificazione sono disponibili tutti gli strumenti del visualizzatore di carte del portale per i geodati dalla Confederazione. Oltre alle funzioni di uso offline, inserimento in un sito web o tracciamento e misura, le carte si possono anche stampare. Per l’uso all’aperto, i fogli delle carte scialpinistiche e per racchette da neve di swisstopo che dal 2015 sono disponibili in formato cartaceo, vengono stampati su carta impermeabile.

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Lo yoga è adatto a tutte le età e a tutte le fasi di vita e può essere molto benefico per trovare il proprio equilibrio e per gestire situazioni difficili, anche a scuola. In questo tema del mese presentiamo sei brevi sequenze ideate per i giovani che possono essere combinate o usate singolarmente.

Allenamento funzionale e dintorni: approfondimenti per studenti in scienze motorie e tecnici sportivi. Il testo nasce come supporto per gli studenti che frequentano il corso di allenamento funzionale, del corso di laurea in scienze delle attività motorie e sportive dell’Università di Torino, ma fruibile da tutti coloro che si interessano al vastissimo argomento. Non si tratta di un manuale che tratta l’argomento in maniera esaustiva, ma di una serie di approfondimenti monotematici che conducono il lettore attraverso alcune delle tante sfaccettature del functional training. A cura di Paolo Moisè pp. 276. La versione promo è su http://www.slideshare.net/MoisPaolo/promo-allenamento-funzionale-e-dintorni. Rivolgersi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

L’arrampicata in palestra è sempre più popolare e apprezzata anche nelle scuole. Pertanto, il presente tema del mese è dedicato a questa disciplina e si basa sull’ iniziativa «climbingiscool.ch» dell’ASEF lanciata nel 2013 per dare una rispolverata all’arrampicata nelle scuole.  Negli ultimi anni, l’arrampicata sportiva si è ritagliata un posto come disciplina scolastica. Nelle palestre, oltre a spalliere e sbarre, si trova sempre più frequentemente anche una struttura per l’arrampicata. Molti valori associati a questa disciplina sono infatti compatibili con le esigenze poste dal piano di studio. Il presente tema del mese è soprattutto pensato per i docenti di educazione fisica di tutti i livelli scolastici e per i monitori G+S Sport scolastico, Sport per i giovani, arrampicata sportiva e alpinismo. Si basa sul progetto dell’ASEF «climbingiscool.ch» che dispone di un suo sito internet specifico. I contenuti sono solo una piccola selezione dell’ampia scelta di esercizi e consigli metodologici e didattici incentrati sull’arrampicata a scuola che si trovano sul sito.

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E' stato pubblicato nella rivista “Psicologia contemporanea” (numero 253 - gen-feb 2016) l’articolo “Bigoressia: quando lo sport dà dipendenza”. Secondo l’autore (Dan Vèlèa): "La pratica sportiva può rendere dipendenti. La bigoressia è una forma disfunzionale del culto di sé, in una società sempre più esigente e perfezionista." “Lo sport permette di sfuggire temporaneamente al burn out, all’esaurimento, alle tensioni quotidiane scaricando frustrazioni ricorrenti”

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L’articolo pubblicato nella rivista "Psicologia contemporanea", numero 253 - gen-feb 2016: "Lo sport ci rende migliori?" - Isabelle Queval, analizza lo sviluppo pratico e semantico dello sport nel nostro secolo. “Cinque ore di nuoto settimanali per ragioni di salute o quaranta ore di allenamento per partecipare alle olimpiadi non comportano le stesse aspettative, né gli stessi effetti…”. Nelle conclusioni dell’articolo e scritto: “Lo sport non ci rende migliori per certe sue qualità intrinseche, se lo fa è indubbiamente perché mette in scena il nostro rapporto con il corpo.” ed anche “Lo sport offre un’esperienza singolare di immersione nella resistenza materiale che il corpo oppone alla creatività personale”

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