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"Determinare dove siamo in relazione all’ambiente circostante – strade, alberi o altri punti di riferimento intorno a noi – rimane un’abilità essenziale, senza la quale la nostra stessa sopravvivenza, o persino quella della nostra specie, sarebbe rapidamente messa a repentaglio. Reti di cellule situate nel profondo del cervello collaborano per costruire una mappa mentale interna del nostro ambiente, che ci permette di trovare con facilità la strada da un luogo a un altro, come se queste cellule corrispondessero a un GPS biologico. Regioni del cervello coinvolte nella ricerca del percorso sono anche intimamente connesse con la formazione di nuove memorie. Questi tratti neurali, se difettosi, possono produrre i gravi disorientamenti vissuti da un paziente con la malattia di Alzheimer."

di May-Britt Moser ed Edvard I. Moser - Rivista "Le scienze" - marzo 2016

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"L'utilizzo di integratori alimentari nella dieta dello sportivo è diventato negli ultimi anni sempre più frequente. Questo fenomeno coinvolge sia gli atleti di alto livello che i giovani praticanti sport a livello amatoriale. Numerose sono le formulazioni esistenti sul mercato, ma in realtà le evidenze scientifiche dimostrano solo in pochi casi la reale efficacia degli integratori. Sappiamo che gli atleti ricorrono all'uso di integratori per avere un adeguato introito di nutrienti ed energia, per migliorare la loro prestazione sportiva, per ridurre gli effetti sulla salute legati allo stress indotto dall’esercizio fisico e per mantenere un’adeguata composizione corporea. Quello che molto spesso però gli sportivi non sanno è che un uso scorretto degli integratori può portare non solo ad un peggioramento della prestazione, ma anche a importanti effetti collaterali per la salute. Fra gli integratori e gli aiuti ergogenici più utilizzati ricordiamo la creatina, la caffeina (contenuta anche nelle cosiddette "bevande energetiche"), i bicarbonati e gli aminoacidi a catena ramificata. La letteratura scientifica più recente è ricca di pubblicazioni all'interno delle quali è dimostrato quanto questi integratori possano essere validi nell'attività sportiva, sono elencati i dosaggi opportuni con cui questi integratori devono essere assunti, e sono messi in luce anche i possibili effetti collaterali di una errata modalità di integrazione." Attilio Parisi, Eliana Tranchita - Rivista SDS - n. 107 - 2015

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"Camminare nella neve profonda è molto faticoso. A questa conclusione giunsero gli uomini che popolavano la Terra circa 6’000 anni fa e che inventarono delle racchette che permettevano loro di avanzare facilmente nella neve senza sprofondare. Oggi sono sempre più numerose le persone che si lanciano in questa attività sportiva, caratterizzata da una tecnica semplice che consente a tutti indistintamente di praticarla. All’inizio si raccomanda di pianificare delle brevi escursioni in zone pianeggianti e di dare tempo a sufficienza ai partecipanti per avanzare nella neve profonda al loro ritmo. Si sconsiglia infatti di imporre delle velocità di crociera. È molto meglio iniziare tranquillamente e alternarsi a vicenda alla testa del gruppo. L’ausilio di bastoni permette di avanzare meglio sulla neve. Prima della gita, oltre a prevedere acqua e cibo a sufficienza, è pure necessario prendere in considerazione gli eventuali pericoli in cui si potrebbe incappare e pianificare le escursioni nel pieno rispetto dell’ambiente."

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Esercitandosi regolarmente e in modo variato i ragazzi assimilano le tecniche di caduta ricorrendovi poi in caso di necessità. Le cadute sono parte integrante di un’infanzia sana e vivace, perciò non si può pensare di evitarle completamente. Si cerca piuttosto di evitare gli infortuni gravi – come quelli causati da una caduta dall’alto – adottando tutte le necessarie misure precauzionali. Il Safety Tool n° 9 dell’upi (pdf) – Ufficio prevenzione infortuni si sofferma sui tipi di caduta che, con il necessario allenamento, possono avere un «lieto fine». Si tratta di cadute orizzontali che capitano più frequentemente camminando, correndo e giocando. Statisticamente, le cadute rappresentano oltre il 50% delle cause d’infortunio fra i bambini e spesso ad avere la peggio è la testa, seguita dalle braccia e dalle mani.

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Per i bambini della scuola materna e della scuola elementare i giochi ritmici sono fantastici perché coinvolgono tutti i sensi e permettono di vivere esperienze comuni e divertenti. I bambini più piccoli spesso restano molto affascinati dai ritmi semplici che si trovano in natura (pioggia, fulmini, tuoni), oppure frutto della tecnica (treni, automobili). Questi processi ritmici vanno sperimentati in diversi modi, imitati e variati; i bambini in questo modo acquisiscono inconsciamente le basi del comportamento ritmico (battito, tempo, ritmo, dinamica ed accento).  Per stimolare e finalizzare l’apprendimento motorio possono essere utilizzati versi, brani musicali o canzoni legate al movimento. L’accompagnamento del movimento però può anche nascere spontaneamente dalla situazione didattica del momento. Una serie di strumenti adatti al livello di età svolge un ruolo fondamentale. Se si utilizzano supporti acustici (utilizzo mediale della musica) con i bambini della scuola materna o della scuola elementare, gli esempi di suoni ed i brani musicali dovrebbero essere stati specificatamente composti per questa fascia di età.

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Per la fauna selvatica, l’inverno è il periodo più difficile dell’anno. La neve, il freddo e la scarsa offerta di cibo rendono di primaria importanza il risparmio energetico. Se disturbati dall’uomo durante il riposo invernale, gli animali consumano durante la loro fuga quantità eccessive di energia indispensabile per la loro sopravvivenza. Un eccessivo dispendio energetico causato da ripetuti disturbi può causare malattie e, nel peggiore dei casi, persino la morte degli animali. Rispettando le seguenti quattro regole si evita di disturbare la fauna selvatica:
Quattro regole per promuovere la natura:

1 Rispetta le zone di tranquillità e i siti di protezione della fauna selvatica: sono le aree in cui si ritirano gli animali selvatici.
2 Nel bosco utilizza solo i sentieri e i percorsi segnalati: la fauna può così abituarsi alla presenza delle persone.
3 Evita i margini boschivi e le superfici non innevate: sono le aree privilegiate dalla fauna selvatica.
4 Tieni i cani al guinzaglio, special-mente nel bosco: i cani in libertà mettono in fuga gli animali.

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